Reflessologia Del Piede e Cenni Storici

Reflessologia Del Piede e Cenni Storici

Per reflessologia o riflessologia si intende la proiezione completa di tutto il corpo in una piccola parte di esso.

È sbagliato pensare che la riflessologia plantare sia una tecnica proveniente esclusivamente dall’oriente, essendo sempre esistita in tutto il mondo. Vi sono infatti reperti storici che provano che molti popoli antichi fossero a conoscenza della possibilità di agire sui nostri organi interni attraverso i piedi, sia in Oriente che in Occidente, sia in  Africa che in America. Anche in Italia, precisamente in Val Camonica è stato ritrovato un graffito con un feto rappresentato nel piede, risalente a 4.000 anni prima di Cristo. Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo l’Europa giocò un ruolo importantissimo per il posteriore sviluppo della Riflessologia Plantare ad opera principalmente dell’inglese Head, dello scozzese Mackenzie, del russo Sechenov, del tedesco Cornelius e dell’italiano Giuseppe Calligaris.

Nei primi anni del Novecento, il dott. William M. Fitzgerald, dentista americano scoprì che premendo su alcune zone del corpo poteva evitare di somministrare cocaina (allora usata come anestetico) per alleviare molte sofferenze dei suoi pazienti. Sperimentò tali tecniche per anestetizzare zone della testa attraverso pressioni effettuate su certe zone delle mani e dei piedi. Chiamò questo metodo Terapia Zonale e, per stabilire le relative zone di influenza, elaborò la teoria zonale dividendo il corpo in dieci zone longitudinale che lo attraversano dai piedi alla testa, tale schema ha evidenti similitudini con i meridiani cinesi, le nadi indiane e i sen tailandesi.

La sua assistente Eunice Ingham, approfondì il lavoro di Fitzgerald, dando il maggior contributo alla riflessologia plantare moderna, separando il lavoro delle zone riflesse in genere, da quello del piede, e iniziando a costruire una mappa delle zone riflesse sul piede corrispondenti ai vari organi. Negli anni ’60 alcune allieve della Ingham, come Hanne Marquardt in Germania e la Doreen Bayly in Gran Bretagna, riportano la riflessologia in Europa. In Italia, la riflessologia viene introdotta da Elipio Zamboni, erborista, massoterapista e fisioterapista bergamasco diplomato in riflessologia nel 1974.

Come in uno specchio i nostri piedi riflettono tutte le aree del corpo, le disfunzioni e le disarmonie. La riflessologia plantare si effettua sdraiati sul lettino ed è necessario solo togliersi le calze. Il riflessologo premendo con i pollici specifici punti sulla pianta del piede, sulle dita, e sulle terminazioni nervose e articolari, di cui alcuni potranno essere anche molto dolenti, riporta equilibrio nei sistemi dell’organismo attraverso la riattivazione di riflessi neuronali. La pressione esercitata sulla zona riflessa è una stimolazione nervosa che trasmette messaggi al cervello stimolandolo ad intervenire su organi, apparati e sistemi coinvolti nella sofferenza, affinché le risorse sane disponibili, vengano liberate.

Nella visione olistica della persona, corpo mente e spirito sono inscindibili fra loro e perciò influenti uno sul altro, di conseguenza solo unendo le leggi del corpo con le leggi della natura ci potremo accostare a comprendere l’equilibrio tra microcosmo e macrocosmo. Questo il contesto in cui la Medicina Tradizionale Cinese ci viene in supporto con la legge dei 5 movimenti: ACQUA-LEGNO-FUOCO-TERRA-METALLO.

La riflessologia plantare è sostegno alla persona nel suo insieme. I trattamenti di riflessologia del piede riescono a riabilitare la libertà di movimento e questo avviene di pari passo con la capacità della persona di riconoscere e, di conseguenza, rimuovere quei blocchi mentali ed emotivi che hanno provocato un impedimento anche sul piano fisico, permettendo nuovi comportamenti di reazione e mettendo il corpo in condizione di rinnovata vitalità.